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pesto di pomodorino giallo del Piennolo del Vesuvio

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pesto di pomodorino giallo del Piennolo del Vesuvio

Originariamente il pomodoro era giallo e lo suggerisce anche il nome che gli fu attribuito Pomo d’oro. Rivalutato dalla cucina di alta fascia negli ultimi anni oggi è diventato un vero e proprio trend food. Le varietà si contano sulle dita di una mano e la relativa coltivazione non essendo intensiva ma di nicchia viene svolta ancora oggi in modo manuale tra i mesi di aprile e settembre.

Origini pomodoro

Originario delle Americhe, venne importato dal noto condottiero e navigatore spagnolo Hernan Cortes che ne importò alcuni esemplari al suo ritorno in Spagna. Da qui arrivò in Italia dove trovò le ideali condizioni climatiche per poter essere coltivato e questo soprattutto al Sud Italia. Qui subì la metamorfosi e da giallo piano piano iniziò ad assumere il caratteristico colore rosso.

Dopo tantissimi anni un contadino che allora veniva chiamato il Nonno di Giulia durante la raccolta del pomodoro noto che alcune piantine presentavano frutti dal colore insolito, giallo. Raccolti i semi della pianta grazie ad un progetto di ricerca si iniziò allora alla coltivazione di questo pomodoro dal colore insolito. In onore al contadino che lo riscoprì la varietà fu denominata GiaGiù ovvero il giallo di Giulia ed inserita nei prodotti agroalimentari Tradizionali PAT dal ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Pomodorino giallo del piennolo

Tra le poche varietà sicuramente spicca Il Pomodorino Giallo del Piennolo del Vesuvio. Il Piennolo è la tradizionale forma di conservazione metodo caratteristico della zona vesuviana per cui i pomodorini vengono legati ed intrecciati tra loro e appesi all’esterno per asciugarsi. Piennolo infatti significa proprio “pendolo” ed è l’unico modo i cui questi pomodori possano essere conservati a lungo, staccandone un po’ alla volta all’occorrenza. Questi pomodori erano stati descritto già nel 1544 e sono riusciti ad arrivare ai giorni nostri grazie ai monaci camaldolesi di Nola che hanno continuato a coltivarli per secoli nei loro orti. Oggi, grazie al Parco Nazionale de Vesuvio ed alla Regione, questo prodotto non solo è tutelato ma è anche reperibile in diversi mercati d’Italia dove lo si riconosce per la sua particolare forma ovale allungata.

Preparazione del Pesto di pomodorini gialli del Piennolo del Vesuvio

Ingredienti

  • 250 gr di pomodorini gialli
  • 1 spicchio d’aglio
  • 30 gr di pinoli
  • 30 gr di pecorino toscano
  • 5 foglie di basilico
  • qb peperoncino in polvere
  • qb olio extravergine di oliva
  • qb sale
  • qb pepe nero

Preparazione

Mettere i pezzetti i pomodorini preventivamente lavati accuratamente in un mixer insieme ai pinoli, al pecorino, l’aglio, il peperoncino, le foglie di basilico, sale, pepe e un po’ d’olio. Aggiungere dell’olio EVO per raggiungere una consistenza cremosa ed il pesto di pomodorini gialli del Vesuvio è pronto.

Il pesto può essere conservato in frigorifero fino a 3-4 giorni avendo l’accortezza di coprirlo di olio di oliva in superficie.
Può essere messo in freezer e poi scongelato a temperatura ambiente.

Ideale per raffinate bruschette e per primi piatti semplici ed elaborati.

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